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DA PELLEGRINI A TESTIMONI DI GESÙ CRISTO RISORTO

Un cammino di fede e di bellezza

Abbiamo iniziato la seconda tappa del percorso di fede e arte proposto dalla Prima Prefettura: “Da Pellegrini a Testimoni: camminando con Cristo Crocifisso e Risorto”.

Sabato 21 febbraio ci siamo ritrovati presso la Chiesa delle Stimmate di San Francesco, accolti con grande cordialità dal Rettore, p. Salvatore Sessa, e guidati dal catechista Gianluca Teobaldo. Eravamo circa cinquanta partecipanti; presenti anche il parroco della Chiesa dei Santi XII Apostoli, p. Francesco Celestino, e il parroco di San Marco, don Renzo Giuliani.

Quest’anno celebriamo l’VIII centenario della Pasqua di Francesco d’Assisi, una ricorrenza particolarmente significativa: presso la Basilica di San Francesco d’Assisi sono esposti i resti mortali del Santo, meta di pellegrinaggi e di profonda venerazione.

Di seguito, alcune testimonianze raccolte tra i partecipanti delle nostre comunità.

Prima testimonianza: Elisa Simonetta, Coordinatrice del Centro di Ascolto – Parrocchia Santi XII Apostoli

            Che grazia immensa aver vissuto insieme il primo incontro del percorso “Da Pellegrini a Testimoni: camminando con Cristo Crocifisso e Risorto”.

            In questi giorni di ostensione delle reliquie di San Francesco, ritrovarci nella Chiesa delle Stimmate ha assunto un significato ancora più profondo. In via del tutto eccezionale, abbiamo potuto osservare da vicino la reliquia del sangue del Santo: un segno potente e concreto che ci ricorda come l’amore vero passi attraverso il dono totale di sé.

            Il cammino quaresimale che stiamo vivendo è proprio questo:
dalla Croce alla Risurrezione, dalla ferita alla luce, dal sacrificio alla vita nuova. Francesco ci insegna che le stimmate non sono soltanto un segno impresso nel corpo, ma un sigillo nel cuore. Chi ama davvero porta in sé le stimmate: le ferite dell’amore, le ferite del dono, le ferite della misericordia. Sono ferite che non distruggono, ma trasformano. Ferite che aprono varchi di luce e rendono il cuore più simile a quello di Cristo.

            Un grazie speciale al Rettore della Chiesa per l’accoglienza e la disponibilità che hanno reso possibile questo momento così intimo e profondo. Un grazie di cuore a Gianluca Teobaldo, nostra guida artistica, che con passione e profondità ci ha aiutati a contemplare la bellezza come via privilegiata verso Dio. Grazie a tutti i partecipanti che hanno reso questo incontro intenso e ricco di Spirito.

            Che l’esempio di Francesco continui a guidarci nella semplicità, nell’umiltà e nella gioia che nasce dall’amare senza misura.

Seconda testimonianza: Gianluca Teobaldo, catechista

            Il primo appuntamento del programma quaresimale-pasquale “Sulle orme di Cristo”, dedicato al Crocifisso, si è svolto nella cappella della Passione della Chiesa delle Stimmate, presso Largo Argentina. È stato un momento particolarmente significativo: la cappella è interamente dedicata al Crocifisso e custodisce, sotto la mensa dell’altare, una riproduzione del corpo del Salvatore dopo la deposizione — un tempo chiamata “epitaffio” e proposta alla venerazione durante la Settimana Santa.

            La chiesa custodisce inoltre un prezioso tesoro spirituale: la reliquia di alcune gocce del sangue di San Francesco, che abbiamo avuto il privilegio di venerare al di fuori delle consuete date di esposizione (17 settembre e 4 ottobre).

            Questo luogo riveste anche un’importanza storica e artistica: ospita la cappella della famiglia Pecci, congiunti di Papa Leone XIII, e conserva opere di grande valore, soprattutto del tardo barocco, firmate da Lazzaro Baldi, Francesco Trevisani, Marco Benefial, Domenico Antonio Muratori, Girolamo Pesci, oltre a testimonianze del purismo ottocentesco come quelle di Domenico Torti.

            L’accoglienza del Rettore è stata calorosa e fraterna. La catechesi di padre Salvatore Sessa ci ha introdotti al valore spirituale delle Stimmate: segni di sofferenza che, come per San Francesco, ogni cristiano porta nella propria vita, ma che possono essere letti come segno di elezione e partecipazione all’amore di Cristo.

Una parola conclusiva

            L’esperienza iniziata un anno fa prosegue ora con una nuova tappa sulle orme di Cristo Crocifisso e Risorto. È un cammino che aiuta le nostre comunità a incontrarsi, a conoscersi, a condividere. Una piccola ma significativa esperienza di pastorale “di insieme”, una goccia capace di generare comunione.

            In questo tempo di Quaresima, lasciamoci toccare dalla grazia. Le nostre chiese del centro di Roma possano diventare veri laboratori di fede: attraverso la bellezza delle loro opere, aiutare l’uomo di oggi a ritrovare il gusto del sacro e a rialzare lo sguardo verso il cielo.

            Entrando nella Chiesa delle Stimmate, al centro dell’altare si trova un affresco che raffigura Francesco d’Assisi con le stimmate; accanto a lui è rappresentato frate Leone, che ricevette dal Poverello una benedizione speciale, capace di consolarlo in un momento difficile della sua vita.

            San Francesco aiuti anche noi ad aprire il cuore per ascoltare la voce di Dio e dei fratelli.
Possa donarci una benedizione speciale, come fece con i suoi frati prima di morire e come fece con frate Leone. “Aiutaci, fratello nostro Francesco, a essere costruttori di pace.”

Tutti noi possiamo portare in noi i segni di Cristo, se abbiamo il coraggio di amare.

Buon cammino, p. Francesco Celestino, Parroco prefetto

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